Bella domanda vero?
Credo che molti reggini si siano posti questo interrogativo pensando al nostro aeroporto.
Proviamo a buttar giu qualche riga e vediamo cosa ne vien fuori.
Innanzitutto, è doveroso premettere che il “Modello-Ryanair” ha modificato tutti gli usuali parametri Aziendali - Economici - Tecnici nel settore del trasporto aereo.
Quindi un analisi di questo “Modello” non può prescindere da una indagine vista sotto l’aspetto Tecnico - Infrastrutturale e da una Analisi Economica degli aereoporti nei quali la compagnia aerea Irlandese opera e nei quali il “Modus Operandi” pare essere sempre il medesimo.
Analizziamo questi aspetti e mettiamoli a confronto con ciò che il Tito Minniti può offrire.
Dal punto di vista Tecnico - Infrastrutturale notiamo che:
1) Ryanair utilizza i Boeing 737 - 800 dalla capacità di 189 passeggeri. Volendo fare un parallelismo con il Boeing 757 - 200 (220 passeggeri) che quest’estate abbiamo avuto a Reggio Calabria grazie ai Charter di Air Italy Polska possiamo notare come sebbene il B757 - 200 risulti essere di gran lunga più grande del B737 - 800 quest’ultimo necessita di maggiore pista a disposizione per effettuare le manovre di decollo ed atterraggio.
B757 - 200
Decollo = 1900mt
Atterraggio = 1400mt
B737 - 800
Decollo = 2300mt
Atterraggio = 1600mt
Quello che se ne deduce è che Ryanair dovrebbe essere soggetta a delle limitazioni di peso per poter operare e ciò è in totale disaccordo con la filosofia introdotta proprio dalla compagnia irlandese di avere aerei pieni sempre e comunque.
2) Ryanair effettua i propri voli solo su aeroporti provvisti di sistema di atterraggio strumentale (ILS), preferibilmente di Cat III.
L’Aeroporto dello Stretto non è dotato di nessun ILS, ma solo di un Localizzatore LLZ (Situato sulla collina di Mortara di Pellaro) che ha solamente la funzione di far puntare l’aereo in direzione dell’inizio del sentiero luminoso curvilineo di avvicinamento alla Pista 33. Il Comandante abilitato per atterrare a Reggio Calabria prima dell’inizio del sentiero non potrà più continuare a seguire il localizzatore ma dovrà procedere esclusivamente all’atterraggio in manuale e con gli aiuti visivi.
Il potere contrattuale di Ryanair è talmente forte che per esempio ha indotto la società di gestione dell’aeroporto di Forlì a dotarsi di tale apparecchiatura, quindi con una spesa rilevante, salvo poi annunciare una base e scomparire verso altri lidi (Bologna).
3) Ryanair richiederebbe anche una serie di requisiti aeroportuali come:
- Possibilità di tempi veloci tra l’imbarco e lo sbarco dei passeggeri visto appunto che le loro soste sono di pochissimi minuti (circa 25) tra l’arrivo e la ripartenza (tecnicamente chiamati tempi di Turn Around).
- Personale completamente dedicato per i servizi di terra.
- Aree Check-In dedicate per attività collaterali al volo (vendita pacchetti turistici, bus, ecc).
Sotto questo aspetto il Tito Minniti è veramente in una botte di ferro.
Analisi Economica:
Per quanto riguarda gli aspetti Economici, bisogna distinguere il caso in cui la compagnia decida di aprire una base nell’aeroporto interessato oppure di effettuare semplici voli senza aerei basati.
Consideriamo quest’ultimo caso, più affine ad una realtà come Reggio Calabria.
Le condizioni poste da Ryanair, in genere (ma i distinguo vanno fatti a seconda dell’appetibilità o meno dello scalo) sono:
1) Previsione dei passeggeri trasportati in un determinato arco temporale. La compagnia si impegna in un modo o in altro (esempio voli svenduti a 1 centesimo) a trasportare presso lo scalo X passeggeri.
Per ogni passeggero trasportato la società di gestione si impegna a corrispondere una certa somma che sarà più alta o più bassa a seconda dell’appetibilità delle tratte servite (Esempi: Trapani - Orio al Serio può “costare” alla società di gestione 3 euro a passeggero perchè trattasi di una rotta ad alti riempimenti, mentre Trapani - Brema può arrivare a 6 euro a passeggero).
Nella somma corrisposta per passeggero trasportato, in genere sono compresi i servizi di halding (che vengono effettuati a prezzi di saldo, 5 o 6 volte inferiori al reale valore di mercato. Esempio: contratto Ryanair e società aeroportuale di Alghero stipulato nel 1999 di durata decennale. Prezzo praticato per decollo e atterraggio di un volo nazionale: 450 euro. Altre compagnie, per i medesimi servizi, pagano 1660 euro).
Se proiettiamo questi ragionamenti sull’Aeroporto dello Stretto, vediamo che attualmente e nel breve - medio periodo il potere contrattuale Sogas è prossimo allo zero, dopo anni di bilanci chiusi in rosso i soci hanno chiuso i rubinetti e l’avvento del socio privato non vorrà dire necessariamente soldi da spendere.
2) Serie di richieste in merito a programmi di sviluppo aeroportuali. Anche se l’aeroporto considerato non è una base, ci sono degli aspetti peculiari sui quali Ryanair non transigge.
Naturalmente vale quanto detto per gli aspetti Tecnico - Infrastrutturali.
Guardando Reggio Calabria siamo proprio messi maluccio… Veniamo da anni di programmazione infrastrutturale, ma ancora nessuna opera è stata portata a termine (allungamento pista, pontile, aerostazione, ecc…).
3) Trattative con gli enti locali.
Anche se il territorio non è appettibile turisticamente, nessun problema, Pisa si trasforma in Firenze, Girona in Barcellona e Beauvis in Parigi.
A tutto il resto pensano loro, trasporto passeggeri alle loro mete tramite Terravision, vendita di tutto il necessario per giri turistici e possibilità di avere spazio e visibilità nel loro sito, grazie alle sezioni guide turistiche, hotel, ostelli, B&B ecc… basta solo pagare!!!
A volte si tratta di trattative che rientrano nel punto 1) di cui sopra oppure si discute a parte con lo Scopelliti o il Morabito locale.
Se ciò non bastasse vi è la possibilità di personalizzare cappelliere, giornali di bordo, email con pubblicità locale, ecc… (Myair insegna).
Ciò detto se a Lamezia atterra Ryanair vuol dire che la compagnia ha individuato con un certo fiuto aziendale una serie di situazioni favorevoli sia per se stessa che per il ritorno di passeggeri e di turismo che avrà in particolar modo la parte centrale della Calabria.
Non si riesce a quantificare l’esborso da parte di Sacal, in quanto, come detto sopra, si tratta di numeri complessi che appaiono sotto svariate voci in un bilancio, ma anche la Regione Calabria ha finanziato parecchio. Il merito di Ryanair, per alcuni, consiste nel permettere a chiunque di viaggiare a costi a volte irrisori e quindi di aver fatto scuola per le altre compagnie aeree, mentre i demeriti sono quelli di aver “drogato” il mercato sia con le richieste fatte verso le società di gestione, sia per i numeri (pax trasportati).
Autori: Myers & Trasportista
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Tags: Aeroporto dello Stretto, Aeroporto Reggio Calabria, Ryanair, Sogas































gennaio 3rd, 2009 at 01:00
il collegamento da reggio messina con la toscana è fondamentale.
anzichè pensare e sperare di attirare ryanair perchè non spingere myair ad effettuare il collegamento con pisa o firenze? Incentivando la compagnia area (vedi puglia con aereporti di foggia e bari).
forza
gennaio 3rd, 2009 at 09:45
Buongiorno mariano,
Sono pienamente d’accordo con te. Con questo articolo abbiamo voluto mettere le cose in chiaro dicendo che il nostro non è un’aeroporto per far atterrare Ryanair.
Il collegamento con la Toscana è molto importante per le due sponde da te citate, che sia MyAir oppure altra compagnia va bene lo stesso. MyAir credo che dovrebbe puntare di più sul nostro scalo ma come hai gia anticipato tu senza incentivi non si fà niente. Per la tipologia di aerei che possiede MyAir vedo difficile il collegamento con Firenze (probabilmente 1600mt di pista non bastano) mentre su Pisa si dovrà accollare un pò di concorrenza da parte di Ryanair sul Pisa - Lamezia.
Grazie per il tuo intervento e buon anno.