La Regione tornerà a bordo della Sogas

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Riporto da GazzettaDelSud.it:

La Regione tornerà a bordo della Sogas E anche la Provincia di Messina resterà con il 14%. Porcino promette di chiudere in pari il bilancio 2011

Piero Gaeta
Un’assemblea lunghissima, durata quasi sei ore. Un confronto serrato tra i soci della Sogas sulle strategie da adottare per il rilancio dell’aeroporto dello Stretto sublimato da una promessa intrigante: gli enti-soci non dovranno più spendere un solo euro per ricapitalizzare la società di gestione dell’Aeroporto dello Stretto. «Perché il bilancio 2011 sarà chiuso in pareggio», ha garantito solennemente il presidente del Cda Carlo Porcino.
Acquisito questo punto – fondamentale per il futuro della stessa Sogas –, si è registrato il dietrofront della Provincia di Messina che ha ribadito la volontà di restare all’interno della Sogas riducendo, però, la presenza al 14% del capitale e lasciando così spazio alla Regione che ha confermato, con il sottosegretario Alberto Sarra, l’intenzione di acquisire circa il 15% delle azioni per riequilibrare, in tal modo, la presenza nelle società di gestione degli aeroporti calabresi.
«Vogliamo portare avanti una stagione nuova per la Sogas. Una stagione caratterizzata da rigore ed etica dei comportamenti – ha affermato il presidente della Provincia, Giuseppe Raffa, evidentemente sollevato dal risultato dell’assemblea –. E proprio per certificare la nostra, e quella degli altri soci, buona politica e la corretta gestione del Cda della Sogas abbiamo deciso di incaricare una società di revisione per ottenere la certificazione del nostro bilancio. Infine, vorrei sottolineare la ritrovata sintonia con la Regione che, con la gestione Loiero, era scesa ai minimi storici per quanto riguardava il nostro aeroporto».
Se tutto dovesse proseguire così come nei buoni propositi del presidente Porcino, i risultati del risanamento della “nuova” Sogas sarebbero evidenti e palpabili, quindi anche una eventuale collocazione sul mercato per cercare un socio privato sarebbe molto più agevole. «La privatizzazione della Sogas non è un fatto eventuale – ha voluto precisare Raffa – ma un nostro preciso obiettivo, perché sappiamo bene che solo un socio privato qualificato potrà aiutarci nel risollevare le sorti dell’aeroporto dello Stretto».
Ma come si può arrivare al pareggio di bilancio? La via maestra è quella del taglio delle spese, soprattutto quelle inutili. Secondo i primi “boatos” trapelati al termine della riunione, i principali tagli alla spesa indicati dal Cda dovrebbero riguardare il personale (all’orizzonte si profila una cassintegrazione?) e i sindacati sarebbero già pronti a scendere sul sentiero di guerra.
Nella lunga assemblea dei soci ha tenuto banco anche la delicata “questione-consulenze”.
I rappresentanti di Comune, Regione e Camera di Commercio hanno fatto fronte unico sull’argomento facendo presente che il risanamento della Sogas non potrà essere attuato se si pensa a nuove assunzioni o distribuendo facili prebende quando tra i 58 dipendenti della Sogas ci sono 7 ragionieri che avrebbero potuto svolgere quei compiti affidati alle due esterne per 2500 euro cadauna per il solo mese di dicembre.
La difesa del Cda è stata semplice e, allo stesso tempo, scontata: «Non c’era nessuno tra gli addetti Sogas in grado di svolgere quelle delicate mansioni amministrative. Dunque?».
Sul fronte delle assunzioni, invece, è stato garantito che se saranno necessarie saranno limitate a 6 soltanto e, soprattutto, saranno a tempo determinato. Basteranno questi “paletti” per aiutare il decollo dell’aeroporto?

Fonte: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=4397&Edizione=7&A=20120111


Scritto da Roberto Sartiano ("Myers") alle ore 08:22 CopyRight © AeroportoRC.com

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Dalla Rassegna Stampa di Recasi.it:

- http://www.recasi.it/Upload/10012012_cal08.pdf


Scritto da Roberto Sartiano ("Myers") alle ore 13:24 CopyRight © AeroportoRC.com

Sogas, Porcino durissimo: “Spese folli, anche premi di produzione su bilanci sempre in rosso…ma rimediare crea scontento…”

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Riporto da Strill.it:

Di seguito la nota diffusa dal Presidente del Cda Sogas, Carlo Porcino.
Personalmente non sento il bisogno di assumere alcun difensore d’ufficio poiché non c’è davvero nulla da nascondere, piuttosto ritengo opportuno rispedire al mittente eventuali provocazioni o qualsiasi tipo di argomentazioni che tendano, seppure invano, di gettare ombre o discredito sull’operato dell’attuale CdA di Sogas che ho l’onore di presiedere.
In questi pochi mesi da quando ci siamo insediati, dopo aver attentamente esaminato le carte e fatto una analisi a 360°su quanto abbiamo ereditato, le parole chiave che abbiamo scelto sono state:”rigore e pulizia”.
In modo rigoroso abbiamo inteso mettere ordine a dei conti che fino ad allora non tornavano affatto.
Canoni di locazione o di esercizio mai riscossi nè pretesi da nessuno nel totale disinteresse rispetto al reale interesse dello scalo aeroportuale. Sprechi di denaro e stipendi decisamente esagerati distribuiti a pioggia come fossero caramelle. La storia di Sogas è piena zeppa di questi esempi e, purtroppo, il bilancio dell’Aeroporto che abbiamo ereditato lo denuncia in modo impietoso. Pochi i controlli e molte le “disattenzioni”.
Naturalmente, mi rendo conto che quando si toccano in questo modo simili interessi e tali argomenti, quando si cercadi ripristinare la normalità laddove ci si è abituati “a bazzicar male” è naturale che ogni provvedimento che abbiamo inteso assumere possa generare qualche scontento di troppo.
Ma la Società di Gestione dell’Aeroporto Tito Minniti, almeno secondo noi del nuovo CdA, non ha il compito di garantire “rendite e posizioni personali” né stipendi da super manager a tizio o caio solo perché amico del potente di turno. Non si può pensare di poter mantenere le retribuzioni record percepite da ben otto dirigenti Sogas con tanto di indennità ad personam. 

Quello che invece chiediamo alla classe politica regionale e provinciale nonché alla deputazione nazionale è di aiutarci ad arginare questi fenomeni del passato, a non fare pressioni né tentare di ostacolare questo cambiamento e questo risanamento che abbiamo messo in atto. Dateci fiducia e lasciateci lavorare lasciando fuori dall’aeroporto le beghe della politica. Fatelo per il bene del nostro aeroporto. Se così non sarà il danno lo farete solo ai reggini in primis e a tutta l’utenza dello scalo dell’Aeroporto dello Stretto. Simili attacchi che riceviamo anche a mezzo stampa non ci impressionano nè ci stupiscono. Anzi, in un certo senso, li comprendiamo. Sono il segno evidente che stiamo operando bene e che qualcosa sta cambiando.
Continua, infatti, il lavoro di “pulizia” già avviato dal nuovo CdA Sogas spa. Ultimamente si è dato corso alle operazioni di
verifica delle “pesanti” buste paga che ricevono i dipendenti e si è avuto modo di accertare che ben 21 dipendenti ricevevano per 14 mensilità (si! Sic!) l’indennità di “maneggio denaro” e che tutti ricevevano il “premio di produzione”. Le due indennità avevano un costo lordo, oltre gli oneri accessori di legge, per la società da un minimo di 95,000 ad un massimo di 145,00 mensile per l’indennità di maneggio denaro e da un minimo di 110,00 ad un massimo di 155,00 per il premio di produzione che, atteso le enormi perdite dichiarate dalla società nel costo degli anni, non ha ragione di esistere!
Le due indennità sono contrattualmente previste, ma vanno erogate la prima solo al personale che si occupa della “cassa” che in Sogas spa, stante la particolare attività sociale, è in numero di una sola unità e il premio di produzione, come per legge, è erogabile solo dopo aver effettuato con le OO.SS. di categoria una contrattazione di secondo livello. Orbene in Sogas Spa detta contrattazione non è stata MAI effettuata e qualcuno ricorda che un “provvedimento” dell’anno 1993 ha consentito ai dipendenti di fruire di detta indennità. Il risparmio, compreso gli oneri accessori a carico della società, si aggira intorno ad 250.000 euro.
Non ci sembra un risultato da poco. Cosi come ci sprona ad andare avanti in questa direzione l’aumento di ben ventimila passeggeri limitatamente al periodo in cui abbiamo assunto la guida del nuovo CdA in riferimento alle passate annualità.
Risultati che, dati alla mano, sono davanti agli occhi di tutti e che è difficile non tenere in debita considerazione. A meno che tali pressioni mediatiche in realtà non celino preparino il terreno o facciano da apripista per altri ben più autorevoli interventi tesi magari a creare un allarmismo o un disimpegno “interessato” da parte della Politica nei confronti di un Aeroporto e di un Management che ha solo a cuore.

Fonte: http://www.strill.it/index.php?option=com_content&task=view&id=117476&Itemid=119

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Riporto da TempoStretto.it:

NON SI DECOLLA
Palazzo dei Leoni e l’aeroporto dello Stretto: Bisignano si dimette dal Cda della Sogas
Le motivazioni dell’addio in una lettera al presidente Porcino: «Non è un calo di attenzione della Provincia. Ecco cosa serve fare»

Qualcosa è stato fatto. Ma tanto, forse troppo, resta da fare. Questo uno dei motivi per cui la Provincia, che continua ad essere socia della Sogas, la società che gestisce l’Aeroporto dello Stretto, da oggi non ha più un componente nel Consiglio d’amministrazione. Si è dimesso, infatti, Michele Bisignano, che da assessore all’Attuazione del programma dell’amministrazione Ricevuto, ha ricoperto l’incarico di consigliere negli ultimi mesi. Nella lettera di dimissioni inviata al presidente Carlo Alberto Porcino, Bisignano non sembra voler polemizzare con i vertici della Sogas né pare voler dare segnali di allontanamento di Palazzo dei Leoni dall’aeroporto di Reggio Calabria. Ma non si può non ricordare che già nell’estate scorsa il consiglio provinciale, con un atto dal forte significato politico (fu “spinto” dall’Udc), aveva chiesto la dismissione delle quote che la Provincia detiene in Sogas. Se di fronte a quella votazione l’Amministrazione è rimasta ferma, le dimissioni di Bisignano possono avere diverse interpretazioni. Certo è che se c’è una scelta da fare, essa va fatta prima possibile, perché nel frattempo l’obolo che la Provincia versa nelle casse della Sogas è sempre una spesa pubblica.

Tornando alle dimissioni di Bisignano, riportiamo integralmente la lettera inviata al presidente della Sogas:
«Egregio Presidente,
la mia presenza nella struttura di gestione della SoGAS S.p.a. scaturiva da un momento contingente particolare e voleva costituire la significazione dell’interesse da parte dell’Ente Provincia regionale di Messina verso l’Aeroporto dello Stretto, inteso anche come elemento di un progetto strategico più ampio, consistente nell’Area Integrata dello Stretto.
Interesse che si è caratterizzato negli ultimi anni con una partecipazione più incisiva alla realtà societaria di gestione e con l’avvio di iniziative, anche se solo parzialmente definitesi a causa di ostacoli che non esito a definire strumentali, tendenti a migliorare i collegamenti tra il territorio provinciale messinese e l’infrastruttura aeroportuale di Reggio Calabria.
Tra tali iniziative particolare importanza riveste l’inserimento, dovuto all’impegno del presidente della Provincia regionale di Messina on. Ricevuto e dello scrivente, dell’Aeroporto dello Stretto e delle aree di sua pertinenza in una pianificazione delle infrastrutture di settore denominata “Sistema Aeroportuale della Sicilia Orientale”, nell’ambito di un sistema territoriale di “area vasta” della Sicilia Orientate che comprende anche l’Area dello Stretto.
Tale pianificazione è oggetto di uno studio elaborato da Ecosfera s.p.a. e vede una possibile evoluzione strategica di un sistema aeroportuale, derivante da un raccordo sinergico tra l’Aeroporto di Catania, l’Aeroporto dello Stretto e l’Aeroporto di Comiso, che porterebbe indubitabili vantaggi all’insegna delle ormai ineludibili politiche di reti e di integrazioni.
Ma essendo anche amministratore di un Ente locale socio, la mia partecipazione nel c.d.a. della SoGAS era legata alla limitatezza del tempo dell’impegno che era correlato all’avvio ed alla definizione delle procedure di privatizzazione ed al riscontrarsi di una piena corrispondenza fra le opportune iniziative gestionali della Società e le scelte dell’Ente stesso.
Alla luce di tali considerazioni e nel ringraziare Lei ed i sigg. consiglieri per la fiducia accordatami nel volermi attribuire la carica onoraria di vicepresidente e nel ribadire la mia piena convinzione nella valenza strategica dell’Aeroporto dello Stretto, è mio dovere rappresentarLe la opportunità delle mie dimissioni dal c.d.a. della SoGAS S.p.a..
Sono, comunque, convinto che Lei continuerà ad operare con incisività, con il valido supporto dei consiglieri di amministrazione e dei vari Enti territoriali, in relazione alle varie problematiche societarie, che non sono legate solo alla situazione finanziaria che, nonostante le pesanti eredità, è stata affrontata in maniera brillante, ma così come più volte evidenziato nei nostri incontri, vanno a toccare: una ridefinizione più equilibrata dell’attuale assetto societario, non legata soltanto alla privatizzazione parziale; la necessità di un management più adeguato; il potenziamento dell’offerta volativa con la rimodulazione delle tariffe praticate; il miglioramento dei collegamenti, con il completamento della rampa dello svincolo Malderiti, la messa in opera della linea ferroviaria di collegamento con la stazione marittima e l’utilizzo del pontile di attracco di Ravagnese ed, infine, l’ampliamento dell’aerostazione, che va intesa non solo come ”momento di transito” e la definizione di un piano di comunicazione integrato.
Nel ribadirLe che la mia decisione non vuole significare affatto, da amministratore di un Ente territoriale e da cittadino, un calo di attenzione nei confronti della infrastruttura Aeroportuale dello Stretto, La prego di portare tale mia comunicazione all’attenzione degli organismi societari per gli adempimenti necessari.
Un cordiale saluto».

Fonte: http://www.tempostretto.it/news/non-decolla-palazzo-leoni-aeroporto-stretto-bisignano-dimette-dal-cda-sogas.html

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Riporto da Strill.it:

Nota Comitato Pendolari dello Stretto-Dimensione Trasporti-Lega Autonomie Locali

Di seguito nota Comitato Pendolari dello Stretto-Dimensione Trasporti-Lega Autonomie Locali:
Prendendo atto delle dimissioni del CdA della Sogas del vicepresidente  Bisignano, le nostre Associazioni auspicano che per senso di

responsabilità, a queste dimissioni seguano le dimissioni di tutto il CdA. Occorre una forte discontinuità con il presente. Ad alzare la voce è la società civile delle due sponde,che vede il fallimento di tutta la classe politica degli enti locali delle due sponde. Ad iniziare dal Presidente della Regione Scopelliti, Lui si reggino,ma evidentemente tutte le volte che piglia l’aereo ,ha senz’altro il rimborso. Mentre costoro parlano a vuoto di continuità territoriale,noi abitanti delle due sponde siamo costretti a pagare tanto sia per spostarci da Messina a Reggio e viceversa,sia per poter prendere l’aereo. Occorrono uomini il cui unico obiettivo è il bene comune e non le miserabili prebende che i vari posti di sottogoverno,rimpinguano le loro incontenibile tasche.

Interdonato
Caia
Ansaldo Patti

Fonte: http://www.strill.it/index.php?option=com_content&task=view&id=117472&Itemid=84

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aggiornamento Sogas, Porcino durissimo: Spese folli, anche premi di produzione su bilanci sempre in rosso...ma rimediare crea scontento... del 07 Gennaio 2012 Ore 15:15

Riporto da Strill.it:

Reggio, Filt-Cgil scrive a Porcino (Sogas): “Rettificare le dichiarazioni”

Di seguito la lettera diffusa dalla Filt-Cgil Reggio-Locri ed indirizzata al Presidente del CdA Sogas Carlo Alberto Porcino: Egregio Sig. Presidente, ho letto questa mattina sui giornali le Sue dichiarazioni e la mia attenzione è stata attratta, in particolare, dalle battute finali, quelle relative ai presunti risparmi che l’attuale CdA avrebbe realizzato intervenendo sulle indennità corrisposte al personale.
Fino ad oggi le relazioni tra la So.G.A.S. ed il sindacato, pur nella diversità delle posizioni, sono state caratterizzate da un sostanziale reciproco rispetto e dalla correttezza del confronto, per questo e naturalmente per rispetto della verità, Le chiedo di voler rettificare quelle dichiarazioni.
In ogni caso voglio tentare di farLa riflettere sulle affermazioni che Lei ha temerariamente formulato nel Suo comunicato.
Parliamo di numeri e prendiamo per buoni quelli che Lei stesso ha fornito alla stampa: da un minimo di 95 ad un massimo di 145 euro mensili per l’indennità di maneggio denaro e da un minimo di 110 ad un massimo di 155 per il premio di produzione. Per comodità di calcolo consideriamo il valore medio delle due indennità: 110 euro per l’indennità maneggio denaro e 125 per il premio di produzione. Facendo qualche semplice operazione aritmetica scopriamo che l’indennità di maneggio denaro, attualmente corrisposta, sempre secondo le Sue dichiarazioni, a 21 dipendenti, ammonterebbe complessivamente a poco più di 32.000 euro l’anno.
Come ho avuto modo di precisarLe durante i recenti incontri azienda – sindacati, tale indennità dovrà comunque essere corrisposta ai dipendenti che svolgano mansioni in cui sia ricompreso il maneggio di somme di denaro, come è stabilito dal CCNL vigente: ciò vale per esempio, per chi verrà assegnato alla biglietteria, ma vi sono senz’altro altri impiegati della So.G.A.S. cui tale indennità non potrà essere tolta. Vogliamo convenire che si tratti di 1 sette impiegati? Credo che il numero sia superiore, ma prendiamolo per buono: ciò significa che un terzo della somma 32.000 euro continuerà ad essere spesa dalla So.G.A.S.
E passiamo al premio di produzione. Dalle Sue dichiarazioni alla stampa sembrerebbe che ai lavoratori della So.G.A.S sia stata distribuita mensilmente una somma non dovuta sin dal 1993, poiché da quella data non ci sarebbe stato più il necessario confronto con il sindacato, come se tale confronto dovesse servire a far conservare l’indennità ai dipendenti.
Ma, Lei lo sa bene, le cose non stanno così: Azienda e sindacato, negli anni successivi al 1993 si sarebbero dovuti incontrare per concordare le modalità di erogazione e l’ammontare del premio. Si sarebbe trattato della cosiddetta “contrattazione di secondo livello” prevista dal Contratto Collettivo per stabilire a quanto debba ammontare il salario integrativo.
Insomma se gli incontri successivi al 1993 ci fossero stati, molto probabilmente il premio sarebbe aumentato nel tempo rispetto a quanto stabilito nella misura originaria. E, nei giorni scorsi, quando ci siamo incontrati ed abbiamo discusso di questa materia anche con Lei, ci accingevamo a stabilire di far conservare il premio ai dipendenti, magari di non aumentarlo, vista la crisi economica attuale, ma certo non di eliminarlo o di ridurlo. Ma anche qui facciamo un po’ di calcoli: se a circa 50 dipendenti della So.G.A.S vengono corrisposti 125 euro medi al mese di premio di produzione, nel corso di un anno l’ammontare complessivo sarà di meno di 90.000 euro.
Dunque di quale risparmio stiamo parlando? Da dove risultano quei 250.000 euro che Lei asserisce si risparmieranno per merito del CdA? Abbiamo 32.000 euro per l’indennità maneggio denaro e meno di 90.000 per il premio di produzione: arriviamo a circa 120.000 euro e certo gli oneri contributivi non sono pari alle somme versate ai dipendenti. Quindi nemmeno se tutte queste indennità venissero interamente eliminate, cosa che ho abbondantemente dimostrato che è impossibile (ma Lei lo sapeva già perfettamente), si potrebbe arrivare ai 250.000 euro di risparmio che Lei sostiene di aver ottenuto. Al massimo dal 2012 si potranno risparmiare venti o venticinquemila euro, compresi gli oneri contributivi, togliendo l’indennità maneggio denaro a coloro cui non spetta.
A parte l’idea distorta delle relazioni industriali, per cui si danno per scontate delle scelte senza tenere in nessun conto le motivatissime contrarietà delle Organizzazioni Sindacali, se i risultati di gestione ed i risparmi su cui si dovrà fondare la ripresa dell’Aeroporto dello Stretto saranno tutti come questi non c’è da aspettarsi un gran che da questo CdA, nonostante tutte le dichiarazioni altisonanti fatte alla stampa. Cordiali saluti.

FILT CGIL
COMPRENSORIO RC LOCRI
Il Segretario Generale
(Attilio Scali)

Fonte: http://www.strill.it/index.php?option=com_content&view=article&id=117580%3Areggio-filt-cgil-scrive-a-porcino-sogas-qrettificare-le-dichiarazioniq&catid=1%3Aultime&Itemid=86


Scritto da Roberto Sartiano ("Myers") alle ore 20:14 CopyRight © AeroportoRC.com

Sogas: Ennesimo golpe e politica miope

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Riporto da CorriereDellaCalabria.it:

Aurelio Chizzoniti

Anche a voler considerare superficialmente la drammatica situazione in cui versa la Sogas Spa ci si accorge in termini evidenti e quanto mai persuasivi che mentre l’aeroporto di Lamezia – da sempre governato da manager competenti e illuminati – supera i due milioni di passeggeri annui, da queste parti c’è chi ciurla nel manico e non si rende conto dell’assoluta insufficienza di tutte le gestioni che si sono susseguite dal 1999 ad oggi. Alcune saranno ricordate per lo sfizio delle carte di credito aziendali, altre per il telegrafico incremento dei voli funzionali a campagne elettorali parlamentari, per l’aumento degli stipendi, per le assunzioni di parenti intimi di sindacalisti particolarmente indulgenti con la proprietà; gli stessi che nel corso della riunione del consiglio provinciale presso l’aeroporto non hanno esitato ad applaudire il responsabile numero uno della voragine finanziaria che grava sulla Sogas, Pietro Fuda, ignorando i pur apprezzabili interventi del governatore Giuseppe Scopelliti, del presidente della Provincia Giuseppe Raffa e del presidente della Camera di Commercio Lucio Dattola. Non è un caso se alla Sogas per un verso i parenti dei sindacalisti ex ante assunti fanno carriera (vedi mansionario in vigore dal 21.11.2011), così come quelli di alti dirigenti dell’Enac che dovrebbero quindi controllare i propri congiunti, la struttura doganale frontaliera rischia la soppressione seguendo la stessa sorte dei voli negati dall’Alitalia, per altro c’è chi pensa a strumentalizzare una normativa Enac risalente al 2006 per assumere altro personale. Quindi si avvia una selezione puntualmente assentita dalle sigle sindacali minoritarie dell’Uil e della Cisl ma apertamente contestata dall’Ugl e dalla Cgil, non foss’altro perché fortemente penalizzante il personale dell’indotto e della stessa Sogas che ha lodevolmente espletato il servizio di assistenza ai passeggeri non autosufficienti, fonte genetica dell’iniqua selezione concorsuale che quantomeno l’Ugl si accinge a impugnare davanti alla competente magistratura. Ciò perché, mentre i predetti dipendenti hanno per anni garantito il servizio senza che mai fosse riconosciuto ufficialmente il profilo professionale, il bando indetto prevede quale titolo preclusivo il conseguimento delle idoneità alle mansioni di cui sono in possesso gli appartenenti ad un Ente no profit i cui “volontari” sono costati alla Sogas 60.000 euro all’anno dal 2008 ad oggi. Si dirà a titolo di rimborso spese. Ma perché i lavoratori dell’indotto Sogas hanno garantito lo stesso servizio a costo zero? In quest’ottica appare facile indicare in alcuni parenti di sindacalisti e di componenti del cda della Sogas chi occuperà i primi posti della graduatoria i cui nomi sono stati rifilati al presidente della Sogas, nel corso di una recentissima riunione, da un pensionato Alitalia-sindacalista Uil. Lo stesso che ha già risolto qualche problema familiare (assunzione della figlia) ma che continua a esercitare funzioni sindacali “cicero pro domo sua” residuando ancora qualche altro problema da risolvere (nipote). Perché allora non qualificare e quindi assumere il personale sfruttato e sottopagato dell’indotto Sogas che ha già garantito per anni l’assistenza ai disabili nonché l’operatività giornaliera dei voli non Alitalia? E come spiegare l’indifferenza dell’Enac? Forse con il ridotto potere contrattuale connesso alla pregressa assunzione in Sogas del fratello di un alto dirigente del predetto ente che opera proprio all’aeroporto di Reggio con funzioni di controllore? In questa ottica nessuno pensa di assorbire il personale Alitalia per puntare alla gestione totale dei flussi di traffico indispensabile per sopravvivere, continuando ad inseguire obiettivi complementari nel cui contesto si dimentica che l’utenza messinese incide in media con non più di 15-20 passeggeri per volo. Conseguentemente non è il collegamento con Messina il problema prioritario, ma casomai quello della privatizzazione coinvolgendo tour operator della Sicilia orientale al fine di inserire l’aeroporto dello Stretto in un vasto e ampio rapporto sinergico con quello di Catania e di tutta l’area messinese, divenendo la terza pista dell’aeroporto etneo. Ma questi sono progetti di foscoliana memoria “a egrege cose il forte animo accendeno l’urne dei forti…” per cui prendo atto che a fronte di favorevoli soluzioni di problemi personali la Sogas e i sindacalisti privilegiati non guardano oltre la siepe ovvero al di là della cerchia familiare. Cui prodest quindi continuare ad erogare ingenti risorse finanziarie per garantire stipendi d’oro e ulteriori assunzioni agli insaziabili sindacalisti? Giuseppe Scopelliti, Giuseppe Raffa e Lucio Dattola condividono l’ennesimo golpe che si sta consumando in un coacervo di biechi interessi trasversali che contano su un occhio solo? Ma certamente più che sufficiente per distruggere quello che resta di un aeroporto la cui storia infinita è ancora lontana dallo scrivere il capitolo conclusivo. A meno che la Procura della Repubblica non decida di occuparsene violando le segrete stanze dentro le quali si annidano immobili quanto stagnanti pseudo-mutamenti nonché evidenti contraddizioni laddove si parla di cassa integrazione per appena tre dirigenti, la cui attivazione postula la declaratoria di crisi aziendale (ipocritamente negata) quale precondizione operativa. Rendendo, per l’effetto, la Sogas una realtà contraddistinta da angoli insospettabili. Mentre la politica miope continua a non capire che alla causa dell’aeroporto dello Stretto non servono amici spacciati per inventori del volo, fra l’altro super pagati, perché basterebbe semplicemente un “nano”. Non necessariamente austroungarico ma anche semplicemente lametino.

Fonte: http://www.corrieredellacalabria.it/stories/lettere_direttore/2601_areporto_dello_stretto_ennesimo_golpe_e_politica_miope/

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Riporto da ReggioTV.it:

La situazione riguarda le maestranze attive alla Sogas. E se il contenzioso pregresso non sarà risolto, arriverà una pioggia di licenziamenti
Sicurcenter, lavoratori senza certezze (e senza lo stipendio per di dicembre)

Reggio Calabria. La Uil-Tucs di Reggio Calabria intende <denunciare la grave situazione in cui versano i lavoratori della Sicurcenter s.p.a., operante, tra l’altro, presso l’aeroporto “Tito Minniti” i quali ad oggi hanno percepito, con ritardo, metà delle spettanza dl novembre e della tredicesima, né allo stato attuale si hanno garanzie su se e quando potranno godere dello stipendio di dicembre appena trascorso>.

<Oltretutto, la scrivente – così il segretario provinciale del sindacato di categoria, Sabrina De Stefano – è stata notiziata dalla stessa Sicurcenter riguardo al pericolo concreto, finanche di licenziamento, in cui tali lavoratori potrebbero, malgrado loro, incappare, a causa della controversia intercorrente con la SO.G.A.S. s.p.a. che. come evidenziato dalla lettera di diffida e messa in mora del 7/12/2011, non ha ancora ottemperato al pagamento di quanto dovutole per i servizi contrattuali resi, per cui tale debito “penalizza l’operatività della Sicurcenter lngessandola di oneri finanziari di grande rilievo” e che “permanendo tale stato di cose, l’azienda provvederà, ove possibile, alla riduzione all’essenziale dei servizi contrattualmente dovuti (…) con refluenze sul livelli occupazionali in essere”>.

Così, al di là delle considerazioni di merito, <questa Organizzazione Sindacale – si legge nella nota diramata agli operatori dell’informazione – non può e non intende accettare che, come ai solito, a dover pagare le conseguenze derivanti dalle manchevolezze altrui siano i lavoratori che, è bene precisare, fino ad oggi hanno sempre e comunque svolto le proprie mansioni con responsabilità e senso del dovere, per garantire i servizi essenziali a cui sono demandati pur in assenza di regolari pagamenti. Per cui, in mancanza di rapide ed incisive novità, la Uil-Tucs si vedrà costretta a proclamare lo stato di agitazione del personale, convinta che tale protesta, quantomai sacrosanta e proporzionata all’incoscienza e superficialità dimostrata da chi ha causato il verificarsi di una situazione cosi incresciosa, risulti indispensabile al fine di sollecitare chi di dovere a garantire una e definitiva soluzione di ogni criticità>.

Mario Meliadò

Fonte: http://www.reggiotv.it/notizie/economia/24201/sicurcenter-lavoratori-senza-certezze-stipendio-dicembre


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Dati di Traffico Novembre 2011

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sorriso Dati di Traffico Novembre 2011

Disponibili i Dati di Traffico relativi al mese di Novembre 2011.

In dettaglio:

Passeggeri

Nazionali N. Passeggeri: 37.875 / Variazione: + 26,3 %

Internazionali N. Passeggeri: 0 / Variazione: – 100,0 %

Transiti N. Passeggeri: 0 / Variazione: – 100,0 %

Totale Commerciale: N. Passeggeri: 37.875 / Variazione: + 5,2 %

Av. Generale: N. Passeggeri: 63 / Variazione: + 0,0 %

Totale: N. Passeggeri: 37.938 / Variazione: + 5,2 %

Totale Anno 2011 (Gennaio – Novembre): N. Passeggeri: 519.088 / Variazione: + 2,8 %

Per maggiori informazioni visita il Forum alla Pagina: http://www.aeroportorc.com/forum/viewtopic.php?f=20&t=11


Scritto da Roberto Sartiano ("Myers") alle ore 17:02 CopyRight © AeroportoRC.com
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