
Riceviamo e pubblichiamo:
Ordinaria follia o altro?
Viaggio con cadenza quasi settimanale tra Messina dove abito e Milano dove lavoro.
Abitualmente sono costretto a partire da Catania sia per l’economicità dei voli che per l’ampia scelta di orari.
A volte riesco a volare su Reggio Calabria che per noi messinesi è sicuramente più comodo a patto poi di poter arrivare in aeroporto o viceversa raggiungere Messina.
Avevo programmato per il 15/11/2010 il volo Reggio Calabria-Milano delle 06,15 e mi sono quindi alzato alle ore 03,00 per prendere l’aliscafo delle 04,45.
Alle 04,23 ( stampigliatura sul biglietto) pago i 9 euro per la tratta Messina-Aeroporto Reggio Calabria e prendo posto sull’aliscafo.
Il mare è una tavola, l’equipaggio è al completo, arriva il comandante e si avviano i motori.
Non partiamo subito, suppongo per i controlli di rito, sono l’unico passeggero e mi appisolo per recuperare un po di stanchezza.
Di fatto non mi addormento, sono in dormiveglia passa un po di tempo e sento l’aliscafo in navigazione, ne passa ancora e mi accorgo che stiamo decelerando, quindi presumendo l’arrivo apro gli occhi, mi alzo, mi affaccio ad un finestrino e vedo……. una diga foranea!
Mi rendo conto che siamo al porto di Reggio Calabria e non all’aeroporto, comincio a chiedere spiegazioni ma i marinai non mi degnano di risposte e “corrono” fuori per la manovra di attracco.
Sono le 06,05 realizzo che ho perso il volo, vorrei spiegazioni ma nessuno risponde, mentre salgo sulla passerella il comandante dall’alto della cabina mi dice “si sbrighi che la stanno aspettando” non chiedo oltre e corro verso un piccolo pulman della ditta Federico che aspetta alla fine della banchina, nel tragitto incrocio due/tre persone che si stanno imbarcando sull’aliscafo.
Verifico successivamente che non esiste a quell’ora un aliscafo Reggio-Messina, chi erano quelle persone, amici del comandante che ha cambiato rotta per fare una cortesia?
Salgo sul pulmino e l’autista parte subito, non facciamo in tempo ad uscire dal porto che il suo telefono squilla e gli sento dire “Buongiorno comandante, si, si, va bene, faccio quello che posso”, l’autista sa come me che non c’è più tempo per prendere l’aereo e comincia a parlare:
“Era il comandante dell’aliscafo che mi chiedeva di fare il possibile per farle prendere l’aereo, ma io come faccio, mica posso volare, i nostri mezzi hanno i limitatori di velocità. Fanno sempre così arrivano al porto anziché all’aeroporto e poi chiedono a noi di fare i miracoli, ma io non posso rischiare la mia vita e quella dei passeggeri”.
Ho i battiti cardiaci a non so quanto, sto impazzendo mi sembra tutto un sogno non è possibile che sto perdendo il volo senza apparentemente nessun motivo.
Il povero autista fa del suo meglio arriviamo in aeroporto alle 06,25 corro a check-in e nonostante il tentativo del personale Alitalia non c’è niente da fare l’aereo si sta già muovendo.
Sto per sentirmi male, ancora non riesco a capire come tutto questo sia successo, parlo con il responsabile Alitalia il successivo volo per Roma da cui poi raggiungere Milano è pieno, riesce solo a trovarmi un posto sul volo delle 13,00 dovrò rimanere quasi sette ore in aeroporto.
Vorrei tornare a casa, ricordo che in coincidenza per il volo delle 13,00 c’è un aliscafo alle 11,30 da Messina, ma ricordo anche che tre settimane prima avevo preso l’aliscafo delle 11,30 ed anche in quel caso non ero arrivato in aeroporto ma al porto di Reggio, ero ugualmente arrivato in ritardo, ma riuscii ad imbarcarmi grazie al solo bagaglio a mano, meglio restare in aeroporto.
Coincidenze?
Comincio a pensare, ho sette ore per farlo, che utilità ha Metromare nel pubblicizzare degli orari e delle rotte che poi non rispetta?
Scopro parlando un po con tutti in aeroporto che il fatto è notorio ma nessuno si interessa.
La gara vinta dal consorzio Metromare prevede, a fronte di un importante contributo pubblico, l’espletamento di un determinato servizio, è evidente che il sistematico cambio di rotta porti dei notevoli vantaggi economici al consorzio, a scapito dell’utente, in quanto il risparmio di carburante si aggira attorno al 30%, mi chiedo se tale comportamento sia legittimo o non siano ipotizzabili una serie di reati.
Lo Stretto di Messina è uno degli specchi d’acqua più monitorati al mondo, volendo sarebbe facile rilevare quando e quante volte le rotte non sono state rispettate.
Vorrei inoltre porre l’attenzione anche sui danni derivati da certe condotte, come tutti sanno L’Aeroporto dello Stretto (ironia anche nel nome) è agonizzante, meritoriamente inserito nella lista degli scali da chiudere, qualcuno si è mai occupato di che fine faranno i lavoratori e l’indotto dello scalo? Da quello che ho sentito non importa niente a nessuno benché meno alla Sogas, se parli della Sogas a Reggio la risposta è “finché la barca và……”
Altro fatto ironico è che mentre sono lì parcheggiato contro la mia volontà leggo sulla Gazzetta del Sud un articolo proprio sul collegamento Messina-Aeroporto e mi tornano le palpitazioni ed il voltastomaco.
Mi sono sentito come Viktor Navorski (Tom Hanks) nel film The Terminal, sette ore in un aeroporto solo che lui era al John Fitzgerald Kennedy ed io al Tito Minniti, tutto in proporzione.
Non si può capire lo stato d’animo in queste situazioni se non le si vive.
Una nota particolare a quel signore che dall’alto della cabina di pilotaggio mi ha detto “si sbrighi che la stanno aspettando”, lei ha acquisito una patente nautica e un’abilitazione alla guida di questi mezzi, ma per me non ha titolo per chiamarsi Capitano, il Capitano si prende cura ed ha la responsabilità dei passeggeri, lei non ha avuto nei miei confronti ne cura ne responsabilità sbarcandomi in una condizione in cui già sapeva che avrei avuto dei danni, sarebbe stato più onesto avvisarmi per tempo, lei è stato disonesto con me ed INDEGNO del titolo di cui si fregia.
Nonostante tutto, non posso e non voglio pensare che si debba vivere così!
Gaetano Silvestro
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Scritto da Roberto Sartiano ("Myers") alle ore 21:07 CopyRight © AeroportoRC.com
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