
Riporto da GazzettaDelSud.it, articolo del 16 Aprile 2011:
La crisi nel Mediterraneo lancia la Calabria. Speziali: 700 mila turisti in arrivo nel prossimo semestre. Talarico: dobbiamo lavorare in sinergia per farli tornare.
Vinicio Leonetti
La crisi del Maghreb e dei paesi islamici del Medio Oriente favorirà il turismo in Calabria. Punta su questo la Regione di Giuseppe Scopelliti, ma anche la compagnia irlandese Ryanair di Michael O’Leary.
«Nei prossimi sei mesi 700 mila passeggeri, in gran parte turisti, arriveranno all’aeroporto lametino». Vincenzo Speziali fa quest’annuncio accanto al governatore della Calabria. Il presidente della Sacal, un senatore che gestisce lo scalo lametino, sa bene che si tratta di una svolta, ecco perchè di recente ha assunto 20 nuovi dipendenti.
Da oggi Lamezia diventa terminal per 27 destinazioni europee. Come dire che proprio mentre l’Unione europea sta dimostrando di non esserci nell’emergenza migratoria dal Nord Africa, l’aeroporto calabrese allarga i suoi confini a raggiera: Barcellona il punto più ad Ovest, Stoccolma quello più a Nord. Con puntate su Parigi, Bruxelles e Dusseldorf.
Tutto questo soprattutto grazie a Ryanair, specializzata nel trasporto low cost che l’anno scorso ha movimentato per l’Europa oltre 70 milioni di passeggeri. «La forza della nostra compagnia è quella di proporre non solo nuove tratte, ma di costruire vere e proprie destinazioni, trasformando il turista in viaggiatore», spiega Melisa Corrigan, la trentenne italo-irlandese responsabile marketing di Ryanair per il Sud Europa. E aggiunge: «Chi si sposta è attratto non solo dalle nostre tariffe basse ma anche dalla destinazione». E sull’iniziativa di ieri con Sacal la manager ha detto in un perfetto italiano ma faremo tantissime grandi cose insieme nei prossimi mesi» lasciando intendere che l’impegno di Ryanair in Calabria non finisce qui. C’è in programma infatti la realizzazione di un piccolo “hub” della compagnia irlandese nell’area aeroportuale.
Gli irlandesi la sanno lunga, e per lanciare le cinque nuove rotte europee fanno l’offerta di un milione di posti a 6 euro per 500 destinazioni tra aprile e maggio. Lasciando con un palmo di naso altre compagnie che per raggiungere Parigi fanno pagare oltre 500 euro.
L’intesa tra Sacal, Regione e Ryanair sembra costi intorno ai 3 milioni di euro. Tanto costerebbe una campagna pubblicitaria a livello europeo commissionata dalla Regione alla compagnia irlandese in tutta Europa per promuovere la Calabria e le sue spiagge, che dovranno sostituire Hammamet, Djerba e Sharm El Sheik e le altre mete del Mediterraneo nell’immaginario collettivo delle vacanze di londinesi, parigini, belgi e svedesi. Secondo le proiezioni di Ryanair tutte le dieci rotte, incluse quelle italiane per Bergamo, Trapani, Bologna e Pisa, porteranno un indotto a Lamezia che s’aggirerà intorno ai 58 milioni di euro.
Speziali ha pure spiegato che le assunzioni nella società aeroportuale sono state affidate ad un soggetto terzo, l’agenzia internazionale Adecco, «e che le rigorose selezioni hanno premiato i giovani migliori». Aggiungendo: «Stavolta le selezioni sono avvenute per merito».
Che sia un momento propizio per lo scalo lametino lo dice chiaramente anche Scopelliti. «Una base fissa di Ryanair qui è molto significativa. Le tensioni nel Mediterraneo sono per noi un’opportunità importante dal punto di vista turistico. Adesso però», dice il governatore della Calabria, «dobbiamo lavorare per migliorare l’offerta sul territorio coinvolgendo anche gi amministratori locali e le strutture ricettive, che devono fare rete e formare un tutt’uno».
Franco Talarico è in sintonia: «L’arrivo di tanta gente», dichiara il presidente del consiglio regionale, «deve fare scattare un nuovo percorso per l’intera Calabria, col coinvolgimento degli enti locali per dare una risposta di gruppo. L’obiettivo dev’essere quello di far tornare tutti questi turisti». Finalità alla quale s’è associato anche l’assessore regionale alle Attività produttive Antonio Caridi, alla conferenza stampa di ieri mattina alla Sacal con il presidente della Camera di commercio catanzarese Paolo Abramo, il vicepresidente della Sacal Giampaolo Bevilacqua, il senatore Antonio Gentile, e il direttore dell’aeroporto Pasquale Clericò.
Il presidente dell’assemblea ha parlato anche della necessità di mettere in rete i tre aeroporti calabresi di Lamezia, Reggio e Crotone «in modo che lavorino in sinergia per fornire un servizio migliore ai calabresi ed ai turisti».
Fonte: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=54568&Edizione=9&A=20110416
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Con questo articolo vorremmo cercare di spiegare come funziona il meccanismo dei voli low cost e del perche vi ritrovate a pagare biglietti a prezzi stracciati.
A Lamezia, l’apertura di 6 nuove rotte, Londra, Parigi, Bruxelles, Barcellona, Stoccolma e Dusseldorf, sono costati alla Regione Calabria circa 3 milioni di Euro, vale a dire una media 500 mila Euro per destinazione.
La Commissione Europea vieta espressamente incentivi economici per le compagnie, ma fatta la legge si è subito trovato il modo per aggirare l’ostacolo. Come? Con un sistema legale si arriva allo stesso risultato, ovvero utilizzando i famosi contributi di co – marketing.
Vale a dire, l’ente pubblico (Regione, Provincia, Comune), desidera promuovere il proprio territorio al turista sfruttando la pubblicità che la compagnia aerea è in grado di realizzare attraverso il proprio sito web, le riviste di bordo, le cappelliere, salviettine profumate, e tanti altri modi. Il turista viene attratto naturalmente anche dalla tariffa (il fine dei contributi è soprattutto quello di abbassare il prezzo), ed ecco che magicamente l’aereo si riempie ed il flusso di passeggeri negli scali aumenta.
Ci sono dentro un po tutti, l’Aeroporto di Puglia Società Unica di Gestione per gli scali pugliesi assieme alla Regione Puglia, ha firmato un accordo con Ryanair da 6 milioni di Euro l’anno, da replicare per 5 anni. Come vedete cambiando coordinate geografiche il discorso non cambia.
Questo è un metodo adottato dalla maggior parte delle compagnie low cost, tanto che le compagnie aeree tradizionali, hanno più volte protestato per tale modus operandi in grado di falsare il mercato. Alla fine schiacciati da simile concorrenza, alcune hanno dovuto cedere, operando tali accordi.
Aprendo una finestra, prettamente locale, ripetiamo da tempo che il nostro territorio non è pronto per accogliere turisti. Immaginate se i 700 mila turisti invece che a Lamezia fossero atterrati a Reggio Calabria? In quali strutture li avremmo sistemati? ma soprattutto offrendo quali servizi?
Rimanendo in ambito locale, sicuramente ricorderete l’ormai fallita compagnia low cost MyAir, che con i suoi aerei collegava Bergamo e per un solo anno d’Estate anche Malpensa e Venezia. Qualche mese prima di fallire, sul proprio sito web, aveva pubblicato una pagina con le tariffe applicate per la pubblicità. Bene, il Comune di Reggio Calabria, aveva acquistato un bannerino pubblicitario con link che rimandava al sito web istituzionale, posizionato sulla home page del sito MyAir, alla modica cifra di 3.000 Euro + Iva a settimana. Il banner è rimasto posizionato per quasi tutti gli anni in cui MyAir è atterrata a Reggio Calabria. Adesso fare il calcolo non è difficile, solo quel bannerino pubblicitario è costato 187.200 Euro all’anno. Purtroppo a memoria non ricordiamo le altre tariffe che MyAir praticava sulla rivista periodica di bordo ad esempio, dove il Comune aveva acquistato alcune pagine per realizzare una campagna pubblicitaria di promozione del territorio. Ma questo per farvi capire che il meccanismo è identico dappertutto.
Ryanair può essere la panacea a tutti i “mali” aeroportuali del nostro scalo? Ricordiamo che dietro ai numeri puramente indicativi vanno considerati anche i passeggeri etnici ovvero calabresi emigranti e anche il turismo “povero” ovvero quello costituito dal popolo giovane. Ryanair permette immediatamente un ritorno di immagine forte, con campagne pubblicitarie ad hoc e penetranti, che alla lunga portano indubbi vantaggi all’economia locale.
Ma questo può avere un senso a Lamezia “vicina” alle più rinomate località turistiche calabresi e alle zone con la più alta concentrazione di villaggi turistici e servizi adeguati per un vero turismo.
A Reggio Calabria a nostro giudizio, è prematuro. Immaginiamo lo scalo dello Stretto pubblicizzato come scalo per le Isole Eolie, le Crociere, Taormina, Scilla e poco altro. Solo così si potrebbe pensare di avere la speranza di vedere qualche turista, per qualche ora a Reggio Calabria, così come succede a Pisa, dove i turisti targati Ryanair hanno come meta finale Firenze (qui soggiornano, visitano, mangiano e spendono).
Questo per dire che Ryanair potrebbe funzionare su rotte nazionali indubbiamente (con adeguati contributi), mentre su destinazioni internazionali (questo implica anche che il reggino o il messinese debba viaggiare low cost) forse è ancora prematuro pensare ad un modello Trapani (che ha come attrattiva l’intera Sicilia) piuttosto che Pisa o Treviso (che ha come destinazione finale dei passeggeri Venezia).
Adesso, dopo aver letto, siete in grado di rispondere a questa domanda?
Quando, vi ritrovate a sborsare per un biglietto pochi centesimi, senza neppure pagare quella quota fissa di tasse (circa 15 Euro) che cascasse il mondo si deve comunque pagare, non vi siete mai chiesti “chi paga per voi”?
Lo Staff di AeroportoRC.com
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Scritto da Roberto Sartiano ("Myers") alle ore 15:00 CopyRight © AeroportoRC.com
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