lug 25

Commissione Vigilanza: Situazione finanziaria Sogas

Riporto da StrettoWeb.com:

Nella riunione della Commissione di Vigilanza e Controllo del Consiglio regionale, terminata ieri pomeriggio, sono stati acquisiti “importantissimi documenti” prodotti all’Asp 5 ed afferenti i rapporti contabili con Villa Betania. Sul punto, il presidente Aurelio Chizzoniti ha preannunciato una conferenza stampa per la prossima settimana. Quanto alle censure da piu’ parti sollevate, in ordine al progetto dei tirocini formativi, l’avvocato Pasquale Melissari, commissario di Calabria Lavoro, pur essendo stato invitato, non ha partecipato per sopravvenuti impegni catanzaresi presso l’Esecutivo regionale. L’ assenza e’ stata stigmatizzata dai componenti della Commissione ed in particolare dal consigliere Pasquale Tripodi che ha evidenziato “la sottovalutazione della dignita’ istituzionale dell’organo di controllo da parte dell’avvocato Melissari” sollecitando “l’immediata riconvocazione del predetto dirigente”. In riferimento all’altro punto all’ordine del giorno della Commissione, connesso alla “drammatica situazione gestionale della Sogas spa”, sono intervenuti i sindacalisti della Cisl Domenico Serrano’, Giuseppe Larizza e Massimo Pennino, della Uil Giuseppe Zito e Giovanni Cilione e della Cgil Sonia Falzia e Gregorio Pititto. Tutti, all’unisono, hanno sottolineato “la gravissima assenza del presidente Porcino”, evidenziando che lo stesso “ha piu’ volte sbandierato di sacrificarsi gratuitamente, mentre esiste un atto deliberativo del cda che riconosce lauti compensi a tutti gli amministratori della Sogas ed anche con efficacia retroattiva”. Gli esponenti delle forze sociali hanno, altresi’, confermato la “netta avversione ad un ulteriore ricorso alla cassa integrazione”, sottolineando che “non sono i lavoratori la causa del dissesto finanziario, ma anche le incredibili contraddizioni ed illogicita’ del management della societa’ di gestione che per un verso chiede ed ottiene la cassa integrazione sul presupposto degli alti costi del personale, e, per l’altro, dopo aver ottenuto l’accesso al predetto ammortizzatore sociale, ha provveduto ad assumere altre cinque unita’, a quanto pare per chiamata diretta”. In questo contesto, i sindacalisti hanno dichiarato la disponibilita’ soltanto per un dignitoso contratto di concreta solidarieta’. Il presidente Chizzoniti, da parte sua, si e’ dichiarato “estremamente soddisfatto, unitamente a tutti i componenti della Commissione”, sottolineando “il ruolo di fondamentale centralita’ delle forze sindacali”, ma richiamando anche “le responsabilita’ della politica, che ancora non riesce a far decollare un aeroporto di dimensioni interregionali con incredibili potenzialita’”. Chizzoniti ha anche espresso “rammarico per il disguido che ha precluso la partecipazione ai lavori dei sindacalisti dell’Ugl (Franco Cozzucoli e Carmelo Romeo), causata da una confusa indicazione dei rappresentanti legittimati ad intervenire alla riunione della Commissione gia’ riconvocata per il primo 1 agosto alle 11″. Infine, il Presidente della Commissione di vigilanza ha annunciato la trasmissione del verbale della lunghissima seduta alla Procura della Repubblica “per eventuali, ulteriori adempimenti”.

Fonte: http://www.strettoweb.com/2014/07/regione-calabria-assemblea-di-vigilanza-sulla-drammatica-situazione-dellaeroporto-di-reggio/164657/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=regione-calabria-assemblea-di-vigilanza-sulla-drammatica-situazione-dellaeroporto-di-reggio

lug 23

Dati di Traffico Giugno 2014

sorriso Dati di Traffico Giugno 2014

Disponibili i Dati di Traffico relativi al mese di Giugno 2014. Al solito continua il segno negativo, questa volta del – 3,4 % nonostante la crescita dei movimenti del + 9,5 %.

Sogas sbaglia il conteggio e dimentica di inserire i passeggeri del volo charter da Vienna, quindi non ci è possibile calcolare il coefficiente di riempimento dei vacanzieri austriaci.

Infine la media generale di passeggeri a volo è stata di 105 su una capacità media di 145 posti (Load Factor medio 72 %).

In dettaglio:

Passeggeri

Nazionali N. Passeggeri: 50.801 / Variazione: – 3,4 %

Internazionali N. Passeggeri: 0 / Variazione: 0,0 %

Transiti N. Passeggeri: 0 / Variazione: 0,0 %

Totale Commerciale: N. Passeggeri: 50.801 / Variazione: – 3,4 %

Aviazione Generale: N. Passeggeri: 1.064 / Variazione: + 207,5 %

Totale: N. Passeggeri: 51.865 / Variazione: – 2,0 %

Totale Anno 2014 (Gennaio – Giugno): N. Passeggeri: 245.801 / Variazione: – 4,7 %

lug 15

Ryanair sbarca a Crotone. A Reggio Calabria solo parole, promesse fatte e mai mantenute

Ryanair sbarca a Crotone collegando a partire da Settembre Pisa ed a seguire anche Roma Ciampino e Bergamo. Complimenti ed Auguri!

A Reggio Calabria il nulla che si propaga e per i nostri lettori intendiamo fare un Bilancio sulle promesse fatte e mai mantenute:

1) Lavori in testata Pista 33

Sono terminati a Settembre 2012, ma la piazzola di inversione ed i 63 metri guadagnati per il decollo non possono ancora essere utilizzati perché manca il collaudo di ENAC.

2) Concessione ENAC

Correva l’anno 2012, era Settembre e la si dava come ottenuta. Ancora oggi ENAC richiede ulteriore documentazione integrativa compiendo le dovute verifiche. L’Ente regolatore ha avviato soltanto l’istruttoria, nient’altro.

3) Limitazioni Pista ed Abilitazione

Questa volta correva l’anno 2013, era Ottobre e veniva coniato lo slogan “Aeroporto dello Stretto finalmente Easy to Fly”. Ad oggi ENAC non si è mai pronunciata in merito alla vicenda e rispetto alle procedure del passato non è cambiata una virgola.

4) Aerostazione

Vicenda nota ai più, lavori quasi mai iniziati, dovevano essere finiti in due anni, precisamente a Gennaio 2013, ma il riappalto sembra un sogno. Parte dei fondi distratti per altri usi ed adesso c’è il rischio di perdere il finanziamento Europeo.

5) Dati di Traffico e prospettive future

I dati registrano per questi 5 mesi del 2014 una flessione del – 5,4 % confermando quindi il solito trend ventennale dei 500 mila passeggeri annuali. Volotea lascia l’Aeroporto dello Stretto da Settembre e Blu Express è in forte ritardo sulla decisione se continuare dopo Ottobre o ritirarsi dato l’arrivo di Vueling. I reggini con la stagione invernale possono ufficialmente cambiare il nome da Alitalia ad AliTAGLIA visto le numerose riduzioni di frequenze che ci saranno (soprattutto su Milano Linate) e considerando il punto interrogativo posto sulla continuità del volo per Torino.

6) Privatizzazione

Classica tela di penelope. Dal 2007 non si è ancora riusciti a fare un Bando per mettere sul piatto almeno il 51 %. Tutto il resto è noia…

7) Svincolo Malderiti

Chiuso o mai aperto da diversi anni.

8) Conferenza dei Servizi

Ci sono da spendere ancora 2,8 milioni di Euro per nuove rotte, ma la Conferenza dei Servizi, visto le ultime vicende regionali non viene convocata.

9) Voli Internazionali

Ancora ricordiamo i titoli dei giornali “Mai l’Aeroporto dello Stretto ha avuto tante compagnie e tanti voli Internazionali”, infatti MAI si sono visti questi voli Internazionali. Guardacaso questa storia si presenta puntualmente ad ogni campagna elettorale…

Queste in estrema sintesi solo alcune delle vicende che magari interessano di più ai nostri lettori e potremmo continuare con altre vicende importanti ma non è nostra intenzione scrivere un libro dal finale scontato.

Lo Staff di AeroportoRC.com

lug 15

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Tariffa soggetta a disponibilità, valida solo per prenotazioni effettuate entro il 20 Luglio (incluso) per voli fino a Dicembre 2014.

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lug 11

La ricapitalizzazione fantasma di Sogas: “Tito Minniti” a rischio implosione

Riporto da IlDispaccio.it:

di Claudio Cordova – Tutto nasce dall’interruzione del rapporto con Consulta Srl, società di consulenza aeroportuale che interromperà il proprio rapporto con la Sogas e quindi con lo scalo di Reggio Calabria, arrivando a una transazione da 1,4 milioni di euro, a fronte del precetto da parte di Consulta per 2,2mln e un pignoramento da ben 3mln. Un accordo tutto sommato conveniente, dato che sarà lo stesso Direttore Generale della Sogas, nel febbraio 2009, a certificare il debito verso la società di servizi: la Sogas elaborerà un piano di pagamento in otto rate, ma non riuscendo a onorarlo, ne nascerà un procedimento giudiziario, in cui, alla fine, le due parti arriveranno a un accordo transattivo, dai due milioni originari agli 1,4 milioni, in un’unica rata.

I soldi per Consulta, però, vanno trovati. E anche alla svelta. E’ il 24 giugno del 2010 quando l’allora Amministratore Delegato della Sogas, Pasquale Bova, dispone il bonifico a favore di Consulta Srl.

Ma da dove arrivano i soldi per Consulta?

Lo decide il Consiglio di Amministrazione, nella riunione del 21 maggio 2010, deliberando, all’unanimità, “che l’esecuzione del deliberato potrà trovare piena copertura finanziaria, in via transitoria, in tutte le risorse finanziarie della Società, al di là della loro specifica destinazione, per come statuito dagli atti di pignoramento. Tale utilizzazione transitoria dovrà essere oggetto di tempestiva ed immediata reintegrazione, non appena saranno pervenuti i fondi già deliberati con la recente ricapitalizzazione della Società nell’Assemblea di approvazione del bilancio 2009″.

I soldi a Consulta “distratti” tramite fondi vincolati per altre necessità aeroportuali.

Pochi giorni prima, infatti, nella seduta del 15 maggio, l’Assemblea dei Soci – in seduta straordinaria – prendendo atto della necessità di coprire la perdita d’esercizio al 31 dicembre 2009 (pari a oltre 2,3 milioni di euro) decide di ricapitalizzare: le perdite, infatti hanno superato, nell’importo, un terzo rispetto al capitale sociale statutario, ponendo così la Sogas in contrasto con la normativa vigente. Il Presidente Pasquale Bova propone dunque di ripianare le perdite e, inoltre, di deliberare l’aumento del capitale sociale a 5 milioni di euro. I soci accettano e le quote sociali vengono così ripartite: 6,72% per la Regione Calabria; 51,75% per la Provincia di Reggio Calabria; 20,5% per la Provincia di Messina; 20,5% per il Comune di Reggio Calabria e 0,03% per la Camera di Commercio di Reggio Calabria.

Tutto sembrerebbe conveniente per la Sogas: Consulta rinuncia a circa 800mila euro rispetto all’ingiunzione e il capitale si ricostituisce, grazie alle risorse che i soci verseranno nelle casse della Società di Gestione del “Tito Minniti”.

Così non sarà, però.

Gli unici soldi che arriveranno, relativamente al ripianamento delle perdite e all’aumento del capitale del patrimonio Sogas, saranno quelli delle Province di Messina e Reggio Calabria. Sono numerosissimi i verbali del Consiglio di Amministrazione e dell’Assemblea dei Soci in cui la Sogas si impegna a chiedere – quasi a mendicare – i soldi ai vari Enti che hanno parte nella Società.

Per pagare Consulta, la Sogas è costretta a impegnare dunque i Fondi Por. Nel novembre 2010, in un’altra riunione del Consiglio di Amministrazione si dà atto che la Provincia di Reggio Calabria ha versato circa un milione di euro “quasi interamente utilizzato parte per il ripiano fondi prima utilizzati per transazione Consulta, mentre la restante parte è stata quasi interamente utilizzata per il pagamento degli stipendi dei dipendenti e per forniture beni e servizi da parte delle imprese, lasciando una limitatissima parte come riserva per la gestione di eventuali urgenze aeroportuali”. Soldi che potevano servire per lo sviluppo dell’Aeroporto, vengono in realtà utilizzati per mettere pezze sulle varie distrazioni di denaro.

Il 2010 vola via, tra le richieste mai soddisfatte della Sogas. E così anche i primi mesi del 2011. Più volte, infatti, nei verbali del CdA e in quelli dell’Assemblea dei Soci, si parla di “delicatissima situazione finanziaria”, esortando gli Enti che ancora non lo hanno fatto di versare la propria quota, in seguito alla ricapitalizzazione operata a metà maggio del 2010.

E’ il 10 febbraio del 2011 quando, in un’ennesima riunione del CdA, si dà atto delle somme mai erogate da alcuni dei soci: il versamento a saldo di circa 447mila euro da parte della Provincia di Reggio Calabria; la sottoscrizione e l’intero versamento del Comune di Reggio Calabria, quasi 850mila euro; la sottoscrizione e l’intero versamento della Regione, circa 285mila euro; la sottoscrizione e l’intero versamento della Camera di Commercio, circa mille e duecento euro; la sottoscrizione e l’intero versamento del Comune di Messina, circa 25mila euro.

Circa un milione e mezzo di euro. Proprio i soldi che la Sogas – sulla base del deliberato aumento del capitale – aveva elargito a Consulta. Dopo circa un anno, dunque, la ricapitalizzazione è solo sulla carta. I soldi, però, sono usciti davvero dalle casse di Sogas.

Nel frattempo, peraltro, succede qualcosa di strano.

Nel Consiglio di Amministrazione del 18 aprile 2011, quando ancora dei soldi dei soci non v’è traccia, il capitale, fino a quel momento sempre indicato sui 5 milioni (cifra stabilita dalla ricapitalizzazione), viene indicato, per la prima volta, sui 3 milioni e 800mila euro, senza alcun tipo di verbale precedente che ne segnali l’abbassamento (proprio in virtù dei mancati versamenti).

Sembra quasi un passaggio prodromico verso quello che accadrà nelle settimane successive.

Nell’Assemblea dei Soci del 27 giugno 2011, infatti, “il presidente rappresenta che è già stata comunicata a tutti gli enti soci la situazione economico-patrimoniale al 31 marzo 2011, già approvato dall’organo amministrativo” dalla quale emerge una perdita di quasi 1,3 milioni di euro. Una perdita che, sommata a quella del 2010, porta il debito a quasi cinque milioni di euro. Il presidente, pertanto, propone l’eliminazione delle perdite, tramite l’abbattimento del capitale sociale, riportandolo indietro di oltre un anno: 3 milioni e 100mila euro.

La cifra iniziale, quella prima della ricapitalizzazione, che però, di fatto, non vi sarà mai. Vengono dunque ricalcolate le quote, ma dei soldi dovuti dai soci (e spesi dalla Sogas, soprattutto per l’affare Consulta, ma non solo) non se ne saprà più nulla.

Nel bel mezzo delle strane manovre sul capitale di Sogas, si innesta la vicenda dell’aerostazione del “Tito Minniti”. Un oggetto misterioso su cui, a tutt’oggi, vi sono molti punti oscuri.

Per la realizzazione dell’opera, infatti, il CIPE stanzierà, 11 milioni e 200mila euro. Nel 2008, la Regione, che gestisce i fondi CIPE, eroga – come da legge – il 20% della somma, come acconto dell’opera. A occuparsi dell’opera è l’azienda Mucciola, che finirà al centro di una complessa vicenda amministrativo-giudiziaria, alternando pronunce favorevoli e contrarie, circa l’interdittiva antimafia disposta a suo carico dalla Prefettura di Roma. Il risultato, però, è che i lavori dell’aerostazione vanno a rilento: degli 11 milioni e rotti (e dei circa due milioni anticipati) ne vengono spesi solo 800mila.

Nel frattempo, però, il tempo passa e dopo l’affaire Mucciola, si deve riappaltare l’opera. E’ proprio a questo punto che ci si accorge che, all’appello, mancano 1,4 milioni di euro: la cifra che la Sogas ha impiegato per il pagamento del debito con Consulta. Inoltre, dal ricalcolo dei costi, dopo diversi anni dall’appalto iniziale, il costo dell’opera viene stimato non più sugli 11 milioni concessi svariato tempo fa, ma sui 15 milioni di euro. In una situazione di grave difficoltà economica, Sogas deve fare di necessità virtù: dei tre moduli inizialmente previsti, viene “tagliato” quello relativo alla ristrutturazione della vecchia aerostazione. Si tenta di rimanere nei costi.

I rapporti con la Regione, però, sono tutt’altro che idilliaci. Da Palazzo Alemanni, anche dopo l’avvento del reggino Giuseppe Scopelliti, arriverà poco o nulla per il “Tito Minniti”. E anche il mancato versamento delle quote di ricapitalizzazione ne sarebbe testimonianza. Per l’aerostazione, infatti, la Regione – considerando il riappalto come un lavoro nuovo – chiede una nuova convenzione. Degli 11,2 milioni concessi dal CIPE, infatti, solo i 2 milioni e 200mila anticipati devono essere rendicontati. Essendone stati spesi 800mila, dunque, manca all’appello un milione e quattrocentomila euro: per la Regione, infatti, i soldi disponibili sono solo 9 milioni (calcolando i 2,2 già erogati, ma evidentemente, almeno in parte, utilizzati per altro). Sogas, inoltre, dovrebbe restituirne un milione e quattrocentomila euro.

Oltre al danno, la beffa.

A prescindere dalle dispute, però, allo stato attuale i lavori dell’aerostazione sono a serio rischio e, con essi, anche il futuro dell’Aeroporto dello Stretto.

Entro metà luglio (salvo magnanime proroghe), l’Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) attende dalla Sogas di sapere se vi sono o meno i fondi per realizzare l’aerostazione, un’opera necessaria, soprattutto dopo l’inserimento del “Tito Minniti” tra i principali scali italiani.

Ma, al momento, si naviga a vista.

In caso di mancata risposta o di risposta negativa all’Enac, l’Aeroporto dello Stretto rischia di sprofondare: dai fondi per l’aerostazione, infatti, dipende l’ok, da parte dell’Enac, della concessione trentennale per il “Tito Minniti”, che, attualmente, è in concessione rinnovabile di anno in anno. La concessione trentennale, infatti, spalancherebbe le porte per l’ormai famigerata privatizzazione della Sogas, ma permetterebbe anche alla Società di Gestione di rivedere la convenzione stipulata con il Ministero dei Trasporti per i soldi concessi per ogni passeggero: allo stato attuale, infatti, l’Aeroporto di Reggio Calabria incassa sei euro per ogni passeggero in partenza, mentre altri aeroporti della stessa fascia (ma in concessione trentennale) ne incassano quattordici o quindi. Si tratta di oltre il doppio del ricavo: un introito che potrebbe tirar fuori il “Tito Minniti” dalle secche in cui versa da svariati anni, coprendo la perdita strutturale stimata sul milione e 800mila euro.

Da ultimo, con la mancata concessione trentennale, il “Tito Minniti” sarebbe a serio rischio accorpamento con l’aeroporto di Lamezia Terme, che ne prenderebbe la gestione, mantenendo (forse) solo i voli minimi. Reggio Calabria diventerebbe, di fatto, un feudo di Lamezia Terme. Reggio Calabria sprofonderebbe nel Medioevo: e c’è da chiedersi, chi vuole la morte del “Tito Minniti”?

Fonte: http://ildispaccio.it/primo-piano/49701-la-ricapitalizzazione-fantasma-di-sogas-tito-minniti-a-rischio-implosione

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